Jules

Jules

mercoledì 8 giugno 2011

Gli Indignados siciliani: i forchettari

Finalmente, il movimento degli Indignados spagnoli ha scatenato una vera e propria epidemia, il morbo dell'indignazione sembra si stia ormai espandendo a macchia d'olio, ma a differenza della peste o del colera, esso era atteso da tempo con trepidazione, e si cerca di fare il più possibile perchè non venga soffocato. Il movimento creato sulla scia dei ribelli ispanici è tutto made in Italy, come anche il suo nome, "Forchette rotte", ma se vogliamo essere più specifici, è made in Sicily. Quale luogo è più adatto, quale luogo renderebbe un gruppo di giovani più motivato che mai nella lotta contro questo senso di indignazione? La sicilia, paradiso per le vacanze e allo stesso tempo, un girone dell'inferno per chi è intenzionato a progettarsi un futuro degno di essere chiamato tale. I burocrati vanno in pensione a 40 anni, gli altri rimangano senza lavoro a 40 anni, con dottorati e master considerati carta straccia. La parentopoli universitaria è imperante: cento famiglie dinastiche, padri e figli controllano la facoltà. I parenti vengono nominati docenti, mentre ai talenti (che non fanno parte della "casta") rimane solo una cosa da fare: riempire la valigia e diventare migranti. E' proprio di fronte a questa drammatica e triste realtà che è stato creato questo movimento giovanile. La loro protesta consiste nello spedire forchette rosse spezzate simboliche ai novanta inquilini di Palazzo dei Normanni, i deputati dell'Assemblea siciliana. Una sfilza di forchette rotte, è stata inviata anche ai rettori delle università di Palermo, Catania, Enna e Messina, tutto per affermare in maniera volutamente provocatoria che "Con il nostro futuro non ci mangia più nessuno!" Certo, il loro è un atto puramente simbolico, che nel concreto, non smuoverà la situazione di una virgola, ma almeno hanno fatto sentire la loro voce, è sempre questo il punto di partenza per quelli che saranno i grossi cambiamenti. Mi sono sempre chiesta per quale motivo a Napoli nessuno abbia avuto un'idea simile, ovvio ci vuole motivazione, e anche molto coraggio per mettere in pratica questo tipo di cose. L'impresa però, diventa sicuramente più ardua in un ambiente sociale in cui, oltre alla corruzione e all'illegalità, vi è anche un senso di omertà e rassegnazione radicato ad essere imperante.

Nessun commento:

Posta un commento