Jules

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venerdì 1 luglio 2011

Riflessioni a casaccio


Quando si è donne single, per ciò che riguarda il rapporto con l'altro sesso, capita di non avere ben chiaro quale sia il modo migliore di agire per il proprio bene. Ad esempio, se si sceglie di sbilanciarsi e di esporsi creando un rapporto di intimità (non parlo solo di sesso), c'è sempre lì in agguato la solita vocina che ti sussurra: “Cara, stai sbagliando, in questo modo non verrai presa sul serio.” Se invece, al contrario, si sceglie di mantenere le distanze, subentra il rischio che nella mente scatti subito il seguente promemoria: “Non rimanere zitella, non rimanere zitella!”. La verità, è che se non si impara ad accettare se stessi ed a convivere pacificamente con la propria condizione attuale, qualsiasi cosa si decida di fare ci sembrerà sbagliata. E di solito, se qualcosa che abbiamo fatto non ci convince, probabilmente non è davvero giusta per noi, perchè su ciò che ci riguarda in prima persona è scorretto ragionare dal punto di vista oggettivo. Entro certi limiti, è necessario che le scelte si adattino a noi, non siamo noi a doverci plasmare sulla base di esse. Perchè risulta così complicato agire ascoltando semplicemente noi stessi, senza essere condizionati da “ciò che sarebbe giusto fare” secondo la società in cui viviamo? Quello della donna single è solo un esempio, che ho preso fra tanti che avrei potuto scegliere, per dire che il senso di colpa e l'insicurezza saranno sempre dietro l'angolo se ci si fissa sul solito schema mentale. Continueremo imperterriti a riconsiderare le nostre azioni e scelte col senno di poi, e ora mi viene da chiedermi: ma sto dannato senno, non si può utilizzare al momento giusto? Risulta davvero cosi difficile sviluppare un “senno del presente”? E' come se, ogni volta che cuciniamo la pasta, ci accorgessimo di non aver aggiunto il sale solo dopo averla scolata. Sbagliare è umano, ma perseverare è diabolico. Dopodichè, incominciano a fiorire tutti quei tediosi condizionali: “Avrei potuto”, “Avrei dovuto”, per non parlare dei congiuntivi: “Se solo avessi capito”, “Se solo ci avessi pensato prima”. Qual è il concime che permette la loro fioritura? La risposta è semplice: la merda che abbiamo nel cervello! Qualcuno si degni di tirare lo sciacquone ogni tanto, in questo modo c'è il rischio di sprecare troppa acqua, ma almeno ci si risparmia dell'inutile sofferenza. Non sarebbe male come slogan: “-acqua+neuroni funzionanti”. A volte sarebbe utile tirare fuori il patetico ecologista che c'è in noi, che lotti però a favore della nostra fottuta igiene mentale, che impedisca l'accumulo di tonnellate di spazzatura fradicia nel nostro cervello. Alla fine Napoli insegna: vogliamo rischiare che a qualcuno venga l'idea di fare un bel falò di cervelli irranciditi per protesta? Spero non si arrivi a tanto.

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